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Assegno di maternità

Servizio attivo

Dettagli

E' un contributo economico alle nuove mamme, per sostenerle nel periodo in cui non potrebbero lavorare, se non possono beneficiare dell'indennità pagata dal datore di lavoro.
Il Comune riceve la domanda, ma il pagamento è fatto da INPS.

A chi è rivolto

Alle neo-mamme che sono disoccupate, oppure hanno un contratto che dà diritto a una indennità di maternità (pagata dal datore di lavoro) più bassa dell'assegno. 
In quest’ultimo caso la mamma riceverà la differenza - chiamata “quota parte”- tra l’indennità di maternità INPS ricevuta e l'assegno di maternità del Comune. 
La domanda va fatta dalla mamma, entro 6 mesi dalla nascita del figlio o dall'adozione/affidamento.

Possono richiedere l'assegno di maternità le neo mamme che:

  • sono iscritte all’Anagrafe come residenti;

  • hanno avuto uno o più bambini; oppure hanno adottato uno o più bambini di massimo 6 anni (o massimo 18 se è una adozione internazionale); oppure hanno avuto in affidamento preadottivo uno o più bambini di massimo 6 anni (o massimo 18 se è un affidamento internazionale);

  • sono disoccupate; oppure che hanno un contratto che dà diritto a una indennità di maternità INPS più bassa del contributo;

  • hanno un ISEE del nucleo familiare valido, che include il nuovo nato, e inferiore alla cifra massima prevista da INPS, che nel 2026 è di € 20.668,26;

  • sono cittadine italiane (oppure cittadine di un Paese dell'Unione Europea); oppure cittadine extracomunitarie con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, o con permesso di soggiorno rilasciato ai fini lavorativi di durata superiore a sei mesi, o con permesso di soggiorno rilasciato per fini diversi dall'attività lavorativa, che consenta di lavorare e autorizzi a soggiornare in Italia per periodi superiori a sei mesi.

Descrizione

Le neo-mamme che hanno un contratto di lavoro, nel periodo in cui sono in maternità, ricevono una indennità pagata dal datore di lavoro e che dipende dalla busta paga prevista nel contratto.
L'assegno di maternità del Comune esiste per sostenere le mamme che non hanno un contratto di lavoro, in modo che anche loro possano beneficiare di un sostegno economico: per il 2026 il contributo è di € 2.065,50 (€ 413,10 moltiplicati per 5 mesi) per ogni figlio nato.
L'assegno di maternità esiste anche per sostenere le mamme che hanno un contratto di lavoro ma che ricevono una indennità più bassa di € 2.020,85 (sempre per ogni figlio nato): in questo caso le mamme ricevono la differenza tra l'indennità di maternità pagata in busta paga, e € 2.020,85.
 

Copertura geografica

La domanda può essere presentata al Comune di residenza dalle mamme iscritte all'anagrafe comunale.

Come fare

Per richiedere l'assegno di maternità è necessario:

  • Fare l'ISEE aggiungendo il nuovo nato
  • Compilare e firmare il modulo per richiedere l'assegno di maternità (disponibile in allegato o presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del proprio Comune)
  • Indicare sulla domanda l'IBAN bancario o postale (il conto deve essere intestato o cointestato alla richiedente)
  • Allegare una copia del documento di identità. 
    Per le signore extracomunitarie, allegare una copia del permesso di soggiorno che permette di lavorare (se è scaduto, allega la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno).
  • Trasmettere il modulo e gli allegati via PEC a unionechiantifiorentino@postacert.toscana.it oppure consegnarlo a mano all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di residenza.

Cosa serve

  • Essere iscritte all’Anagrafe come residenti a Greve in Chianti;
  • Avere partorito uno o più bambini; oppure avere adottato uno o più bambini di massimo 6 anni (o massimo 18 se è una adozione internazionale); oppure avere avuto in affidamento preadottivo uno o più bambini di massimo 6 anni (o massimo 18 se è un affidamento internazionale);
  • Avere un ISEE del nucleo familiare valido, che include il nuovo nato, e inferiore alla cifra massima prevista da INPS, che nel 2026 ammonta a € 20.668,26;
  • Essere cittadine italiane; oppure cittadine di un Paese dell'Unione Europea); oppure cittadine extracomunitarie con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, o con permesso di soggiorno rilasciato ai fini lavorativi di durata superiore a sei mesi, o con permesso di soggiorno rilasciato per fini diversi dall'attività lavorativa, che consenta di lavorare e autorizzi a soggiornare in Italia per periodi superiori a sei mesi;
  • Non avere un contratto di lavoro, oppure averne uno che prevede una indennità di maternità più bassa dell'assegno di maternità del Comune.

Cosa si ottiene

Un contributo per ogni neonato, ogni affidamento preadottivi o adozione senza affidamento, avvenuto dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026

Tempi e scadenze

Il Comune inserisce sul sito INPS la richiesta di contributo entro 30 giorni da quando questa viene protocollata. 
I tempi di pagamento di INPS possono variare e non sono sotto il controllo del Comune.

Quanto costa

La domanda è gratuita

Procedure collegate all'esito

L’ufficio amministrativo dei Servizi Sociali verifica i dati che hai inserito nella domanda e se hai i requisiti, ti avverte se manca qualche documento o informazione, e inserisce i dati della domanda sul sito INPS perché parta la procedura di pagamento.

Verrai avvisata per lettera o mail in caso la domanda venga rigettata mentre, se la domanda viene accolta, dovrai solo aspettare il bonifico.

Casi particolari

  • Se sei una mamma affidataria, alla domanda devi allegare la documentazione che prova l’affido;
  • Se sei una mamma che lavora e dichiara di avere diritto alla “quota parte”, devi allegare una dichiarazione con l’importo dell’indennità di maternità ricevuta in busta paga. La dichiarazione può essere fatta dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale a cui sei iscritta;
  • Se non sei coniugata e non convivi con l’altro genitore, è necessario che presenti l'ISEE minorenni.

Condizioni di servizio

Per conoscere i dettagli di scadenze, requisiti e altre informazioni importanti, leggi i termini e le condizioni di servizio.

Unità organizzativa responsabile

Area Sociale

Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi rivolti a sostegno delle persone disabili, degli anziani, delle famiglie e dei minori

Servizi Sociali

Cura gli interventi a sostegno dei minori e delle famiglie, attua prevenzione e aiuto in favore degli anziani, dei disabili e dei soggetti fragili

Normativa di riferimento

Legge 23 dicembre 1999, n. 488

Ultimo aggiornamento:

26/03/2026, 16:46